I dazi si fanno sentire anche prima di essere applicati. Lo dimostra bene la stima preliminare del Pil diffusa dall’Istat, che nel secondo trimestre legge nell’economia italiana una frenata netta. La flessione è dello 0,1%, ma arriva dopo un inizio d’anno che con il suo +0,3% aveva smentito in meglio le previsioni. E a spiegarlo, fra i pochi dati offerti come sempre dalla stima preliminare, c’è proprio il peso negativo della componente estera netta, che determina la performance opaca della manifattura mentre i servizi proseguono nella loro stasi.

Le premesse del resto erano chiare nei dati comunicati martedì sul commercio estero extraUe, che nei primi sei mesi avevano mostrato una contrazione dell’avanzo commerciale a 24,4 miliardi dai 32,7 dello stesso periodo del 2024 (-25,4%).

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