ROMA – L’impatto sull’economia italiana dei dazi di Trump ci sarà, pur se tutti i dettagli dell’accordo raggiunto con l’Unione europea non sono ancora definiti, in vista della dichiarazione congiunta che arriverà entro l’1 agosto. Lo dimostrano anche i dati dell’Istat sul secondo trimestre di quest.anno.“È possibile fin d'ora prevedere un ordine di impatto sul Pil reale italiano, nello scenario dei dazi a 15%, con un calo massimo accumulato di 0,5 punti percentuali sul Pil nel 2026, seguito da un graduale recupero che porta il livello a riallinearsi a quello dello scenario base entro il 2029”.
Dazi, dal vino ai farmaci: i rischi per il made in Italy. Il rebus delle esenzioni
di Raffaele Ricciardi, Diego Longhin, Aldo Fontanarosa, Andrea Greco, Sara Bennewitz
Giorgetti “Mezzo punto di Pil nel 2026, poi recupero”
Il ministro Giancarlo Giorgetti, nel question time alla Camera sulle tariffe doganali con gli Stati Uniti, sottolinea come l’impatto calcolato è in coerenza con le stime fornite dal documento di finanza pubblica che già scontava prudenzialmente gli effetti sull'economia italiana”. In sostanza il titolare del Mef certifica che i dazi produranno una contrazione della crescita, ma spiega che le stime contenute nel Dfp già prevedevano quell’effetto. "Fermo restando che una proiezione più dettagliata sarà possibile solo quando tutti gli aspetti dell'accordo saranno definiti”, ha spiegato, l’Italia perderà al massimo mezzo punto di Pil nel 2026.














