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Ultimo aggiornamento: 7:58
Non solo costi a carico dell’utente per sostituzioni e riparazioni di ausili per le carrozzine elettriche delle persone con disabilità motoria, ma anche spese aggiuntive per altri dispositivi come le scarpe ortopediche di serie. Arrivano da Liguria e Lombardia le nuove testimonianze delle famiglie – che ilfattoquotidiano.it sta raccogliendo (scrivici a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it) – costrette a sostenere ulteriori spese in seguito all’entrata in vigore del decreto Tariffe con l’aggiornamento del Nomenclatore Tariffario Nazionale e l’approvazione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Criticità gravissime che vanno a colpire chi ha bisogno degli ausili come strumento fondamentale per migliorare l’autonomia della persona e certamente non come beneficio accessorio.
A fine giugno scorso, il ministro Orazio Schillaci in Aula, durante il question time e in risposta al M5s, aveva sostenuto che anche dopo l’aggiornamento del Nomenclatore “riparazioni e sostituzioni sono a carico delle Asl per obbligo di legge, così come deve essere garantita la fornitura gratuita degli ausili per la mobilità personale di soggetti non autosufficienti”. Tutto risolto? Per niente, dato che le criticità sulla pelle degli aventi diritto non si fermano qui. I problemi riscontrati a livello nazionale non sono limitati alle carrozzine elettriche, come inizialmente denunciato su ilfattoquotidiano.it da alcune persone disabili in Veneto. Il diritto a ricevere gratuitamente anche altri tipi di ausili, ad esempio le scarpe ortopediche di serie, era sancito dai LEA che sono le prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a fornire, garantendo uniformità in tutta la Penisola.







