La protagonista nella stanza si chiama Nebula, o perlomeno è questo il nomignolo che usano i ricercatori attorno a lei. I suoi grandi occhi sfrecciano a destra e sinistra seguendo gli input che arrivano da un computer. Il robot umanoide è una delle modalità con cui si possono studiare a fondo le possibilità dell’eye tracking, la tecnologia che permette di misurare e monitorare i movimenti degli occhi. Dall’altro lato del corridoio, su un grande banco in un buio laboratorio, sono disposte decine di lenti, specchi e prismi. È un tavolo ottico e qui si sperimentano diversi modi per produrre immagini e proiettarle sull’occhio in modo tridimensionale.