«L'occhiale come l'abbiamo conosciuto per anni – da protesi prima ad accessorio moda poi – si candida a diventare il dispositivo centrale nella vita delle persone, rimpiazzando gli smartphone per essere molto di più: una presenza costante nella vita di ciascuno, con la capacità di comprendere desideri, abitudini, stati d'animo e di salute di ogni singolo individuo». A raccontare come in un futuro non troppo distante gli occhiali smart potrebbero sostituire i cellulari, come strumento centrale per comunicare ma anche monitorare i nostri parametri vitali, è Francesco Milleri, l'amministratore delegato di EssilorLuxottica, nel nuovo podcast «Quello che i soldi non dicono» condotto da Chiara Albanese e Tommaso Ebhardt di Bloomberg News in collaborazione con Chora Media.
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Milleri illustra quello che oggi appare un “sogno” nel quale «centinaia di milioni di questi occhiali smart in un prossimo futuro potrebbero essere totalmente interconnessi gli uni agli altri, e con essi le persone, creando enormi comunità, come fossero reti satellitari a terra in grado di favorire lo scambio continuo di informazioni e di conoscenza».







