Con oltre due milioni di unità vendute in tutto il mondo, gli occhiali smart nati dalla collaborazione tra Meta ed EssilorLuxottica restano ancora un prodotto di nicchia rispetto agli smartphone. Ma puntano a diventare, in breve tempo, un pezzo concreto di futuro: quello in cui l’intelligenza artificiale ci accompagnerà con la sua voce sintetica nelle attività di ogni giorno. L’IA potrà interagire con noi e il mondo circostante, grazie a fotocamere, microfoni e altoparlanti installati nella montatura degli occhiali, e rispondere a qualsiasi domanda pronunciata dopo il comando vocale “Hey, Meta”.
Lo scorso settembre Mark Zuckerberg, il CEO di Meta, ha lanciato personalmente tre nuovi modelli di occhiali, definendoli “il formato ideale per la superintelligenza personale”. Uno di questi, i Ray-Ban Meta Display, sono pensati per la realtà aumentata, con alcune informazioni - come le indicazioni stradali o i sottotitoli in tempo reale - che appaiono direttamente sulle lenti.
Se la vita digitale ci scorre davanti agli occhi, avremo ancora bisogno di uno smartphone? “Penso di sì, non credo che scompariranno del tutto” ci dice Alex Himel, responsabile della Realtà Aumentata e dei Wearable di Meta, in collegamento dalla Silicon Valley. “Quello che speriamo - aggiunge - è che le persone possano tornare a vivere senza chinarsi sempre su uno schermo”.







