Sono occhiali smart ma fino a pochi mesi fa c'era poco di davvero «intelligente». I Ray-Ban Meta, prodotti da EssilorLuxottica insieme a Meta, hanno integrato le prime funzionalità di Meta AI, in Italia, lo scorso novembre. Si trattava più che altro di un assistente vocale che rispondeva alle nostre domande poste attraverso i microfoni nascosti nelle aste. I comandi si attivano pronunciando la frase «Ehi Meta» e a quel punto potevamo chiedere qualche domanda di carattere «generale». Come i migliori ristoranti di una città, un consiglio per un regalo di compleanno. Poco più. Dietro, c'è il modello di intelligenza artificiale generativa di Meta, che finora era un po' «azzoppato» nel nostro Paese a causa della mancata conformità con le regolamentazione europee e in particolare con il Gdpr, la legge sui dati personali. Il rilascio, in tutta Europa, è avvenuta a marzo. Il chatbot è spuntato su tutte le piattaforme della società - WhatsApp (no, quel pallino azzurro non si può disattivare), Instagram e Facebbook - e la vecchia app Meta View (per utilizzare proprio i Ray-Ban Meta) ha cambiato nome in Meta AI. Tornando ai nostri occhiali, da qualche giorno è stato reso disponibile un aggiornamento che porta anche su questo dispositivo nuove funzionalità. Trattandosi di un dispositivo da indossare, l'intelligenza artificiale generativa diventa davvero un assistente che può aiutarci mentre camminiamo, osserviamo, parliamo. O perlomeno, così dovrebbe essere nelle intenzioni.