Avere un macigno sopra la testa, un padre ingombrante, è il destino dei figli d’arte. Lo è stato anche per Alessio Vlad, romano classe 1955, compositore e da trent’anni direttore artistico tra festival e teatri d’opera: Ravello, Genova, Ancona, Napoli, Spoleto, Roma, Parma. Suo padre era Roman Vlad, insigne intellettuale cosmopolita e motore artistico di tanti teatri, dalla Scala a Firenze. Per Alessio, grandi privilegi e grandi conflitti.