Massimo Dapporto, figlio d’arte: è stato suo padre Carlo a spingerla nella professione d’attore o è stata una scelta indipendente?
«Veramente, quando espressi a mio padre il desiderio di seguire le sue orme, fu lui a spingermi, sì, ma fuori dalla sua stanza! Mi disse: non ci pensare lontanamente, non sai a cosa vai incontro, è un mestiere precario, si fa la fame! E in effetti lui ha fatto la fame anche per me, io non l’ho fatta grazie a lui. Comunque, non avrei mai voluto essere un “raccomandato”, l’avrei considerata una sconfitta».






