L'allarme rosso sulla fame a Gaza è arrivato martedì dalla principale autorità internazionale sulle crisi alimentari.

L'integrated food security phase classification (Ipc), sistema globale di monitoraggio sostenuto dall'Onu, ha avvertito che nella Striscia è in atto lo "scenario peggiore di carestia", poiché l'enclave è sull'orlo della carenza alimentare da due anni, ma gli sviluppi recenti hanno "drammaticamente peggiorato" la situazione.

"Questo è diverso da qualsiasi altra cosa abbiamo visto in questo secolo", ha detto ai giornalisti a Ginevra il direttore delle emergenze del Wfp (programma alimentare mondiale) Ross Smith. "Ci ricorda i disastri avvenuti in Etiopia o nel Biafra nel secolo scorso", ha detto: "Abbiamo bisogno di un intervento urgente ora". E sebbene l'Ipc non abbia classificato ufficialmente la situazione come "carestia", il direttore dell'analisi della sicurezza alimentare del Wfp Jean-Martin Bauer ha insistito sul fatto che "c'è una crescente evidenza, ci sono tutti i segnali". Fonti mediche della Striscia hanno dichiarato di aver contato nelle ultime 24 ore nuovi morti per il prolungato stato di denutrizione mentre il Ministero della Salute guidato da Hamas ha denunciato almeno 112 persone uccise, tra cui donne e bambini, nelle ultime 24 ore che hanno portato il bilancio complessivo, dal 7 ottobre, a superare le 60mila vittime. Mentre da Israele arriva un nuovo piano che porterebbe all'annessione di diverse aree di Gaza. Non è stato specificato quali.