L’Ue tra la resa e il male minore
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Iloro villaggi assetati di senso e affamati di Spirito non sono sperduti nell’Africa subsahariana, ma vengono abitati ogni giorno da milioni di persone ad ogni latitudine. E hanno nomi sulla bocca di tutti, Youtube, Facebook, Instagram o TikTok, social che per i missionari 2.0. della Chiesa cattolica rappresentano oggi le nuove frontiere dell’evangelizzazione. Dalla pastorale reale a quella virtuale in un clic, sempre che la dicotomia ancora regga, considerando che si vive anche (se non soprattutto) in Rete. Ne sanno qualcosa don Roberto Fiscer, prete tiktoker che, a suon di balli e calci al pallone, mostra il volto gioioso dell’oratorio a misura di bambino, oppure don Alberto Ravagnani, star dei canali Internet con mezzo milione di follower, per lo più adolescenti.
Loro sono solo due degli influencer convocati in Vaticano, da papa Leone XIV, per il primo Giubileo dei missionari digitali e degli influencer cattolici, chiusosi ieri nell’ambito del calendario di appuntamenti per l’Anno santo. "Andate a ripare le reti”, è stato l’appello a loro diretto dal Pontefice, nella speranza di “vincere la logica del mondo, delle fake news e della superficialità, con la bellezza e la luce della verità”, facendo risplendere “l’umanesimo cristiano”, riportando la pace anche online e “senza badare al numero dei follower”.










