«Il 2025 è stato e sarà un anno difficile e i risultati del primo semestre lo
dimostrano chiaramente. Allo stesso tempo, stiamo facendo progressi nella nostra gamma di prodotti e iniziamo a vedere un miglioramento iniziale, ma
incoraggiante». Antonio Filosa, ceo di Stellantis poco più di due mesi, ha l’arduo compito di presentare una semestrale non sua e traballante, ma è convinto che la luce sia in fondo al tunnel del 2025. I primi sei mesi del gruppo automotive riportano solo cali in tutte le voci: ricavi (-13% a 74,3 miliardi), utile (cioè perdita di 2,3 miliardi, -140%), margine operativo (0,7% da 10%, -930 punti base), consegne (2,6 milioni, -7%), cash flow industriale (-3 miliardi, da negativo per 392 milioni, -667%). E continua pure la crisi di Maserati, che nel semestre ha dimezzato il fatturato a 369 milioni di euro (contro i 631 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso), con le consegne scese da 6.500 a 4.200. Anche la guerra commerciale si è fatta sentire: le stime dell'impatto tariffario netto del 2025 sono state aggiornate a circa 1,5 miliardi di euro, di cui 0,3 miliardi di euro registrati nel primo semestre del 2025. «Capiamo e supportiamo la strategia generale dell'amministrazione del presidente Trump per spingere l'occupazione e la produzione degli Oem (original equipment manufacturer) e dei fornitori americani, usando anche i dazi come uno strumento. Stiamo portando avanti un dialogo costruttivo», ha spiegato il ceo.














