Sul “tecnico” Cristian Chivu ognuno può avere la sua legittima opinione («Per me è bravo», «Per me non va bene», «Per me boh»), ma in attesa che il campo ci offra doverose risposte abbiamo una prima indicazione netta: l’ex tripletista dell’era Mourinho sa ben comunicare. E non è poco. Niente giri di parole, tante indicazioni, qualche legittima supercazzola in una conferenza - quella andata in scena ieri ad Appiano Gentile - che è una chiara dichiarazione d’intenti: «L’obbligo è di mantenere questo club ai vertici a prescindere dai titoli vinti a fine stagione. Slogan come quello di Conte? Non abbiamo l’obbligo di copiare nessuno o di lanciare uno slogan.
Dobbiamo solo lavorare». Dichiarazioni in linea con patron Giuseppe Marotta, intervenuto pochi istanti prima per ribadire un concetto: «Non ci nascondiamo dietro le solite frasi fatte come fanno altri: noi vogliamo vincere. Se non ce la faremo vorrà dire che gli avversari saranno stati più bravi, ma l’obiettivo è quello». Il tecnico, incalzato sulle faccende tattiche, chiarisce i suoi principi quanto a “impostazione”: «Modulo? I numeri lasciano il tempo che trovano, la nostra intenzione è essere diretti, verticali e mantenere il più possibile l’equilibrio».








