Alzi la mano, anzi la forchetta, chi non l'ha mai mangiata almeno una volta, e molte di più, magari al pranzo della domenica in famiglia. La lasagna è uno dei piatti con il sapore e l'anima dell'Italia dentro che tutto il mondo conosce e gusta tanto da celebrarla il 29 luglio con il "World Lasagna Day". Nelle sue ricette regionali e nelle mille varianti casalinghe che rendono questo concentrato di gusto in un vassoio di creatività culinaria fatta di tradizioni antiche. Che affondano radici, e posate, nell'Antica Grecia e poi nell'Antica Roma quando si consumava una forma primitiva di lasagne chiamata "laganon" una sfoglia piatta ottenuta da un un impasto a base di frumento macinato citata dal greco Aristofane e successivamente dal romano Orazio che indica come "laganum" questa pasta ma tagliata a strisce (e ancora oggi nel basso Lazio c'è un tipo di pasta che si chiama "laina".

La storia

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La lasagna bolognese

Ma sarà fra Medioevo e Rinascimento che la lasagna si diffonderà in Emilia Romagna, con pasta all'uovo e ragù e besciamella. Già alla fine del 1200 quest'ultima finisce nel piatto soprattutto bolognese ed ha il colore verde che si ottiene con l'aggiunta alla sfoglia di spinaci o di ortiche. Il tutto condito a strati alternati di ragù bolognese, besciamella, burro e parmigiano e passato al forno. Come conferma Luca Marchini, chef dello stellato "L'Erba del re" a Modena: "La nostra è la pasta al forno per eccellenza, la lasagna già citata nelle Satire di Orazio, un impasto sottile di farina, uova e a scelta spinaci, intervallato da besciamella, Parmigiano Reggiano e ragù. Si cuoce in forno finché non gratina bene. Le versioni sono due, gialla o verde, la prima con la pastella preparata solo con farina e uova, la seconda con gli spinaci. Ogni famiglia ha la sua preferenza, e la sua ricetta tradizionale proprio come accade per i tortellini".