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La prima volta che un aereo si schiantò contro un grattacielo di New York non fu nel 2001, ma 56 anni prima, poco più di un mese prima della fine della Seconda guerra mondiale. Il 28 luglio 1945 era un giorno di nebbia e un bombardiere con tre persone a bordo finì contro il 78esimo e il 79esimo piano dell’Empire State Building, che all’epoca era l’edificio più alto del mondo. Morirono il pilota e gli altri militari sull’aereo, oltre a 11 persone che si trovavano negli uffici del grattacielo. Un anno dopo, proprio per questo incidente, il Congresso approvò una legge per permettere ai cittadini di fare causa al governo.

L’aereo che si schiantò era un bombardiere B-25 Mitchell, un bimotore lungo 16 metri. Era pilotato dal capitano William Franklin Smith, che aveva ricevuto molte medaglie per aver partecipato alle battaglie aeree in Europa. Quel giorno tuttavia il capitano Smith non era impegnato in azioni di guerra, doveva solo portare altri due militari dalla base di Hanscom, in Massachusetts, all’aeroporto municipale di New York, che poi sarebbe stato intitolato a Fiorello LaGuardia. A Manhattan però c’era una nebbia tale che dalla strada sotto l’Empire non si vedevano i piani più alti del grattacielo (che ne ha 102) e viceversa. Gli addetti della torre di controllo dell’aeroporto avvisarono Smith della limitatissima visibilità che c’era su New York e gli sconsigliarono di atterrare al LaGuardia, ma il pilota non fu dissuaso.