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28 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 15:39

La loro alleanza è solida, non invieranno i loro ministri degli Esteri alla conferenza dell’Onu sulla soluzione dei due Stati in programma nelle prossime ore a New York, ma sul tema della malnutrizione che affligge la popolazione della Striscia di Gaza non si trovano d’accordo. Se Benjamin Netanyahu nega la carestia, per Donald Trump nell’enclave palestinese “c’è una fame vera”, “Israele ha una grande responsabilità per il flusso degli aiuti” e poiché quelli che arrivano non sono sufficienti gli Stati Uniti creeranno dei “centri per il cibo dove la gente potrà entrare, senza limitazioni“.

“Non c’è alcuna politica della fame a Gaza, e non c’è fame a Gaza”, ha detto sabato sera a Gerusalemme il primo ministro israeliano, intervenendo a una conferenza cristiana ospitata di Paula White, consigliera di Trump e pastore evangelico. Israele “ha consentito gli aiuti umanitari per tutta la durata della guerra… Altrimenti non ci sarebbero abitanti di Gaza”, ha aggiunto Netanyahu, accusando Hamas di intercettare i rifornimenti e poi “accusare Israele di non fornirli”. Tel Aviv ha “consentito l’ingresso nella Striscia della quantità (di aiuti, ndr) richiesta dal diritto internazionale”, ha sottolineato il primo ministro, stimando che circa 1,9 milioni di tonnellate di aiuti umanitari sono state consegnate nell’enclave dall’inizio della guerra nell’ottobre 2023.