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8 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 16:54
Donald Trump avrebbe sommerso Benjamin Netanyahu di urla al telefono per indurlo a smettere di negare la fame a Gaza. Secondo l’emittente americana Nbc, il colloquio tra i due leader sarebbe avvenuto il 28 luglio: Netanyahu aveva dichiarato durante un evento che, nonostante le diffuse notizie, “non c’è fame a Gaza“. Trump, il giorno dopo, lo aveva pubblicamente smentito, dicendosi non “particolarmente convinto” dalle rassicurazioni di Netanyahu e chiudendo il discorso: nella Striscia c’è “vera fame” e “non si può fingere”. L’ufficio del premier israeliano ha smentito la notizia. Nessun commento invece dalla Casa Bianca.
La telefonata furente – La ricostruzione di Nbc news cita come fonti un funzionario americano, due ex ufficiali Usa e un funzionario occidentale. Netanyahu avrebbe chiesto un colloquio con il presidente dopo i commenti di Trump sulla situazione umanitaria a Gaza. Ma solo dopo ore il tycoon avrebbe concesso udienza telefonica al premier israeliano. Durante la chiamata, il premier israeliano ha detto a Trump che le notizie sulla carestia a Gaza erano state “fabbricate” da Hamas e che la fame non era diffusa nell’enclave. Trump avrebbe interrotto Netanyahu, riporta Nbc, e iniziato a urlare, dicendo che i suoi collaboratori gli avevano mostrato le prove che i bambini a Gaza stavano morendo di fame e che non voleva sentirle liquidare come “false”. La conversazione viene descritta come “diretta, per lo più a senso unico, sullo stato degli aiuti umanitari” in cui il presidente degli Stati Uniti “ha parlato per la maggior parte”, secondo un ex funzionario statunitense informato sulla chiamata.







