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26 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 11:46
Il 6 luglio era fiducioso: “Penso che siamo vicini a un accordo per Gaza. Potremmo avere un’intesa in settimana”. L’8 garantiva: Hamas “vuole un cessate il fuoco”. Il 16 aggiungeva: “Abbiamo buone notizie su Gaza”. Dall’inizio del mandato Donald Trump ha spinto per il cessate il fuoco e la liberazione degli israeliani rapiti il 7 ottobre 2023, un obiettivo che se raggiunto costituirebbe il suo primo vero successo in politica internazionale, annunciando a più riprese che il risultato era vicino. Tutto questo fino a venerdì.
Nelle scorse ore il capo della Casa Bianca ha ritirato i suoi negoziatori dai colloqui per il cessate il fuoco, dopo che gli Stati Uniti hanno ritenuto che Hamas non fosse né “coordinata” né “agisse in buona fede”. Steve Witkoff, inviato di Trump in Medio Oriente, ha dichiarato di stare valutando “opzioni alternative” per liberare gli ostaggi. “Hamas non voleva davvero fare un accordo, penso che sarà braccata“, ha detto Trump venerdì prima di partire per la Scozia, all’indomani del fallimento delle trattative. “Penso che vogliano morire ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti -, ed è una cosa molto, molto brutta”. “Si arriva al punto – ha proseguito – in cui bisogna finire il lavoro“. Questo il virgolettato riportato da tutti i principali media internazionali, dalla Cnn a Politico.com. “Dovranno combattere e dovranno ripulire la situazione. Dovrete liberarvene“, ha aggiunto Trump.






