Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Dopo la morte di Ozzy Osbourne, una nuova biografia scritta da Ken Paisli lancia l’ipotesi che la rockstar sia ricorsa all’eutanasia. Il libro, in uscita il 6 agosto, analizza indizi simbolici e discrepanze nel comunicato della famiglia
A pochi giorni dalla morte di Ozzy Osbourne, leggendario frontman dei Black Sabbath, il mistero intorno al suo decesso si infittisce. La famiglia ha parlato di una “lunga battaglia contro il Parkinson”, ma senza rivelare dettagli su cause e luogo della morte. Ora, una nuova biografia getta un’ombra sul finale di vita del “Principe delle Tenebre”: secondo il libro Ozzy. La storia di Ken Paisli, l’ipotesi dell’eutanasia prende forma.
Nel libro vengono citate alcune dichiarazioni rilasciate da Osbourne due anni fa a Rolling Stone: "Mi piace l’idea che, se si ha una malattia terminale, si possa andare in Svizzera e fare le cose in fretta. Ho visto mio padre morire di cancro". Frasi che, rilette oggi, sembrano più di una riflessione generica. Nonostante la sua condizione non fosse dichiaratamente terminale, secondo Paisli, Osbourne avrebbe scelto di non affrontare la sofferenza prolungata, coerentemente con il suo timore di “soffrire più che morire”.














