"Se mi lasci non vale", è scattata l’ora del tutto per tutto. Un ventaglio di emozioni a cuore aperto: paura, frenesia, disperazione, al bando l’abituale inerzia dei giorni migliori. In pratica un’altra Elly Schlein, come se avesse scoperto all’improvviso che si sta giocando l’intera posta in una manciata di mesi. Ed il crocevia è lo stesso che sbarrò la strada al suo sfortunato predecessore, Enrico Letta, il “fantasma” che ricorre come un incubo nelle sue notti agitate. L’uomo del destino ancora una volta è lui, Giuseppe Conte, il “gringo” dall’unica ossessione, tornare una volta di più sul luogo del delitto, Palazzo Chigi. Per rimetterci piede l’avvocato di Volturara Appula chiama in causa la sua disinvoltura, peraltro già leggendaria. L’ultima “crudeltà” è tenere sospeso il candidato Presidente nelle Marche, Matteo Ricci, l’imputato che riconosce solo il tribunale di via di Campo Marzio. Colpire nella Regione determinante per il voto d’autunno, significa avvicinarsi allo scacco matto, mettere la competitor in una situazione di sudditanza. È il capolavoro psicologico, prima che politico, del novello Kasparov, un maestro sulla scacchiera. Spregiudicato, pronto a rinunciare ad una sua pedina, pur di eliminare la compagna di tavolo dal rush finale. Già perché le Marche si portano dietro la Campania.
Pd, Schlein “in ginocchio” da De Luca per salvarsi dall'incubo Conte
"Se mi lasci non vale", è scattata l’ora del tutto per tutto. Un ventaglio di emozioni a cuore aperto: paura, frenesia, dispera...






