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Nel mondo reale quello in cui si costruiscono ponti, ospedali, scuole e anche grattacieli ogni progetto nasce da una visione, da un dialogo tra chi progetta e chi decide
Se l'altezza di un grattacielo diventa misura della moralità pubblica, allora il problema non è solo urbanistico, ma profondamente culturale. E se a questa altezza si applica una scala di giudizio inversamente proporzionale all'etica, allora la politica rischia davvero la perdizione.
È questo il paradosso che emerge dal caso milanese che coinvolge, tra gli altri, l'architetto Stefano Boeri. Nella sua autodifesa affidata ai social si coglie il senso profondo di quanto sta accadendo: non si sta processando solo un presunto illecito, ma un'idea stessa di città, un modello di sviluppo, una visione di futuro. Sotto accusa non è tanto una pratica amministrativa, quanto il risultato che essa ha prodotto: una Milano che cresce, che si rinnova, che guarda in alto. Troppo in alto, evidentemente, per chi preferisce una politica che si inginocchia anziché progettare.






