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Resta una domanda che non possiamo liquidare con un'alzata di spalle: cosa stiamo vedendo accadere nelle nostre città?
Sono rimasto colpito, profondamente colpito, da quanto accaduto ieri a Bergamo, la mia città natale. La mia Bergamo, che ho sempre conosciuto come ordinata, composta, civile. Le immagini sono agghiaccianti. Un uomo afferra una bambina di un anno e mezzo. La tira con una violenza brutale, come fosse una bambola, mentre la madre tenta disperatamente di trattenerla. La scena avviene in pieno giorno, all'uscita di un supermercato, davanti a decine di persone. Non in un vicolo buio. Non in un luogo isolato. In pubblico. Alla luce del sole, o almeno di neon di ogni tipo. Quella bambina oggi ha un femore rotto. Pensiamo alla forza con cui è stata strattonata perché venisse ridotta così. Per fortuna il peggio è stato evitato. Il padre è intervenuto, la madre non ha mollato la presa, l'uomo è stato fermato. Ma resta una domanda che non possiamo liquidare con un'alzata di spalle: cosa stiamo vedendo accadere nelle nostre città?






