Nostalgia canaglia. Dei capelli più lunghi, delle vittorie, ma anche degli addii turbolenti e dei momenti bui, che sono sempre meglio di niente. Nell’estate dei ritorni, dei riciclati di successo e dei debuttanti fedeli alla maglia, c’è un po’ di tutto. Perché la nostalgia ormai da tempo è un business, non solo nel calcio: ricordi, speranze e scommesse che sembrano meno azzardate solo perché in quel posto ci sei già stato, ne conosci i segreti, anche se sono passati tanti anni dall’ultima volta. E di fragole non c’è più traccia.