Sono passati sette anni dall’ultima volta. Dall’ultima volta che Umberto Cortelazzi ha allenato. Era la stagione 2018/19 e a fine ottobre il Sancolombano lo chiamò per sostituire Gian Paolo Chierico. Da lì in poi il “Korte” che alle nostre latitudini ha allenato anche a Renate, Carate e Seregno non è uscito dal calcio, anzi. Ha semplicemente cambiato ruolo re-inventandosi direttore sportivo prima alla Fc Milanese, poi una parentesi a Ponte San Pietro e la scorsa stagione a Muggiò, anzi alla Fucina. Dove non è durato molto. Risultati così così e via tutti. Ora Cortelazzi torna a Muggiò e al Muggiò, finalmente senza Fucina, rientrando dalla porta principale, anzi dalla panchina, e ritrova, da allenatore appunto, quella categoria che ha vinto due volte a Vigevano e a Sant’Angelo. Duemila giorni dopo, contati male, tornerà a dirigere un allenamento e la squadra alla domenica. Se l’è già immaginata? "Devo dire che la voglia mi era tornata dopo la fine della mia esperienza alla Fc Milanese. Giravo per i campi a vedere partite e ho sentito di nuovo il desiderio di allenare". Che l’anno scorso sembrava esaudito dopo la chiamata di Luciano Pace alla Fucina. Inizialmente, infatti, sembrava che dovesse fare tutto lui, costruire la squadra e allenarla poi alla fine la scelta cadde su Mastrolonardo. "Tutto vero. Inizialmente dovevo essere io il tecnico, poi mi sono accorto che intorno alla squadra c’era poco o nulla. E intendo persone che potessero dare una mano, le strutture. C’era il deserto. Quindi ho pensato che fosse più utile concentrarsi nel lavoro extra-campo. Alla fine sono rimasto un po’ deluso dalle scelte del presidente". Acqua passata, ora c’è il presente. "Mi ha telefonato Maurizio Mautone, che era con me lo scorso anno qui a Muggiò. Avevo ricevuto interessamenti da altre due realtà, sempre per allenare e non come direttore. Ci ho pensato e poi ho accettato. Non vedo l’ora di iniziare e di allenare. In panchina sei l’attore protagonista, sei il responsabile di quello che succede in campo. Da direttore la sentivo un po’ meno questa cosa". Ma qualcosa del Cortelazzi versione “ds” resterà. "Mi piacerebbe confermare il gruppo di 10-12 giocatori che ho scelto io dodici mesi fa. E poi due attaccanti, quelli sono da trovare".