Volano gli stracci nell’Anm, al grido di «a Palermo se so’ magnati tutto». Con i magistrati indipendenti che accusano le toghe rosse di aver dilapidato centinaia di migliaia di euro del sindacato per portare avanti la guerra contro la riforma della giustizia del governo Meloni. Iniziative di lotta politica che avrebbero causato una voragine nel bilancio dell’Anm, un buco di quasi 590mila euro, messo nero su bianco dai revisori dei conti il 16 giugno scorso e appuntato sul petto dell’ex presidente Giuseppe Santalucia come la lettera scarlatta della «mala gestio» dei fondi, al punto da scatenare l’ira della toga rossa, oggi presidente di sezione della Cassazione dopo essere stato sostituito alla guida dell’Anm da Cesare Parodi, di Magistratura Indipendente. Un ammanco tale da necessitare l’aumento della quota associativa per ciascun iscritto a 15 euro al mese. Santalucia non ha gradito un resoconto del 12 luglio, denominato appunto «mala gestio», inviato dopo il deposito del bilancio dalle toghe brune, proprio quelle che secondo Matteo Renzi stanno portando avanti un regolamento di conti sulla separazione delle carriere quando invece restano l’ultimo baluardo a quella chiamata alle armi avviata con il manifesto del giudice di Magistratura Democratica Marco Patarnello, che nella mailing list dell’Anm aveva definito la premier Giorgia Meloni più pericolosa di Silvio Berlusconi perché non si muove per un salvacondotto, ma in virtù di una visione politica in grado di mettere in difficoltà la giurisdizione, portando a compimento la tanto odiata riforma della giustizia che elimina lo strapotere delle correnti.
Toghe in rosso, scoppia la guerra nell'Anm. L'allarme: “Se so' magnati tutto”
Volano gli stracci nell’Anm, al grido di «a Palermo se so’ magnati tutto». Con i magistrati indipendenti che accusano le toghe...






