Quelle spese pazze a bilancio per quasi 590mila euro che scatenano il regolamento di conti tra toghe. E certificano una frattura insanabile nell’Associazione nazionale magistrati, il sindacato ormai tramutato in una sorta di partito politico di opposizione alla riforma della giustizia del governo Meloni. Negli ultimi mesi le correnti di sinistra, sotto la presidenza di Giuseppe Santalucia, hanno alzato il livello di scontro con l'Esecutivo, culminato nella ferma opposizione al modello Albania e alla "chiamata alle armi" del giudice Marco Patarnello, con la mail in cui definiva la premier Meloni più pericolosa di Silvio Berlusconi in quanto non agisce per un salvacondotto, ma sulla base di una visione politica che rischia di minare la magistratura. Perché la riforma del Guardasigilli Carlo Nordio, oltre a separare le carriere rafforzando il principio della terzietà del giudice rispetto al ruolo dei pm, annulla lo strapotere delle correnti con l'istituzione dell’Alta Corte e il sorteggio nel Csm. Motivo per il quale le toghe rosse hanno sferrato un durissimo attacco, invadendo il campo d'azione degli altri due poteri dello Stato, e provocando l'ira di quei magistrati conservatori e moderati che non intendono più sottostare ai diktat di una minoranza. È così che la maggioranza silenziosa ha preso posizione, prima contro uno sciopero nazionale che ha visto perfino stilare le liste di proscrizione su chi non ne ha preso parte, e ora con un fronte interno che fa le pulci all'attivismo politico e alla gestione di sinistra perfino sulle spese.
Volano le toghe. È rissa tra magistrati dopo le mail de Il Tempo
Quelle spese pazze a bilancio per quasi 590mila euro che scatenano il regolamento di conti tra toghe. E certificano una frattura insanabile nell&rsquo...






