Forse è ancora vero che la fotografia è l’occhio della storia. Perché l’immagine, al contrario di un video anche breve, resta impressa nella mente e diventa iconica, si rapporta per analogia a un contesto. E se il contesto è di guerra suscita emozioni, condanna, disgusto. Le foto dei bimbi di Gaza piangenti, denutriti, feriti, sono l’arma narrativa con cui i terroristi di Hamas stanno portando l’opinione pubblica dalla loro parte. Tanti hanno visto e rilanciato la foto del piccolo palestinese Osama scheletrico, pochi quella di Osama com’è adesso, curato in un ospedale italiano. Se ne è discusso e se ne continuerà a discutere. Ma nelle guerre accade proprio questo: si mette in atto la psy op, l’operazione psicologica che consiste nell’uso pianificato della comunicazione allo scopo di influenzare atteggiamenti e comportamenti dell’opinione pubblica. Lo diceva già Sun Tzu nel suo L’arte della guerra: «Il non plus ultra è deprimere il Nemico, senza trovarsi nella condizione di dover combattere».

Eddie Adams, fotografo dell’Associated press, nel 1965 è inviato in Vietnam. Le sue foto dal fronte sono pubblicate sulle copertine dei più prestigiosi periodici internazionali. La sua immagine più famosa, l’esecuzione di un Vietcong, gli fa conquistare nel 1969 il Premio Pulitzer. Adams in un’intervista disse: «Il generale ha ucciso il Vietcong; io ho ucciso il generale con la mia macchina fotografica. Le fotografie rappresentano l’arma più potente che esista al mondo. La gente crede in loro. Male fotografie possono anche mentire, pur senza manipolazione. In fondo, non sono che mezze verità». Ne fa fede il dibattito sulla famosa foto di Robert Capa del miliziano morente durante la guerra di Spagna. Pubblicata nel settembre del 1936, coglie l’attimo in cui una pallottola ferisce a morte l’uomo. Troppo perfetta per essere vera. Foto tuttavia verosimile, divenne simbolica per la sua carica emotiva. Anche se c’è chi mette in dubbio che la foto sia di Capa, ma sarebbe stata secondo alcuni scattata da Gerda Taro, che viaggiava con lui in Andalusia.