«Del primo di caso di Dengue a Budrio abbiamo avuto la certezza un sabato sera, la domenica eravamo già riuniti nell’unità di crisi, con la Regione, l’Igiene pubblica dell’Ausl e poi ci siamo interfacciati anche con il ministero della Salute. Dopo poche ore sono partite le disinfestazioni e dal 16 di luglio non abbiamo nuovi casi positivi in quel territorio. Il problema è che non abbiamo individuato nei dintorni il “paziente zero”, ma molto probabilmente c’è stato. Si è trattato di una persona che si è infettata all’estero, è rientrata in Italia e poi le zanzare hanno fatto il resto. Ma dal 1° maggio il nostro monitoraggio è attivo, il laboratorio è aperto 24 ore al giorno e così spegniamo questi “incendi” sul nascere». Tiziana Lazzarotto direttrice della microbiologia-Crem del Sant’Orsola (Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche) spiega come un insettino piccolo come la zanzara tigre possa mettere in moto una macchina enorme di controlli e analisi. Per evitare che il contagio si estenda e che virus originariamente di importazione, come Dengue e Chikungunya, possano attecchire e diventare endemici.
Chikungunya, disinfestazioni a Bentivoglio per due casi. “Ma il secondo deriva dal paziente zero”












