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Un addetto alla disinfestazione (foto d’archivio)
Bologna, 26 luglio 2025 – In Italia, i casi accertati di Dengue – detta anche ’febbre spaccaossa’ – sono 96. Bene, solo 3 sono di origine autoctona, il che significa che la trasmissione del virus è avvenuto sul territorio, non è importata dai Paesi ’a rischio’ come gli altri 93 casi. Questi tre casi sono tutti concentrati nel territorio metropolitano bolognese, in particolare a Budrio. L’allarme è stato lanciato da Roberto Burioni, infettivologo e divulgatore scientifico e il motivo è che, se la febbre Dengue mettesse radici nel nostro Paese, diventerebbe poi più difficile da contenere. La trasmissione di questo virus, va ricordato, avviene solo attraverso la zanzara tigre.
E, nei giorni in cui, nel Lazio, aumentano i casi di West Nile (siamo a 28, ormai alle porte di Roma), l’allarme di Burioni non è passato inosservato. Dall’Ausl fanno sapere che le azioni contenute nel protocollo per affrontare casi di questo genere “è stato seguito in maniera tempestiva” e le tre persone infette sono in salute. L’ultimo sopralluogo effettuato è del 22 luglio scorso, al mercato settimanale di Budrio.
“Hanno preso parte al sopralluogo 9 operatori della Ausl di Bologna, che hanno verificato l’assenza di criticità relative alla proliferazione di zanzare nella zona del mercato – si legge nel report dell’Ausl –. Sono inoltre stati intervistati tutti i venditori presenti al mercato per indagare eventuali storie di viaggio all’estero in Paesi a rischio Dengue”. Nessuno degli intervistati avrebbe riferito viaggi in zone a rischio.















