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24 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:17

La disinfestazione e i repellenti spesso non sono sufficienti per contenere lo sviluppo della zanzara, in particolare quella tigre, e combattere così le malattie che derivano dalle punture dell’insetto, inclusa la dengue. Per questo c’è chi ha avviato progetti che si avvalgono della lotta biologica per arginare la presenza degli insetti. A operare con la tecnica dell’immissione in natura dei maschi sterili è il Centro Agricoltura Ambiente “Giorgio Nicoli” di Crevalcore, in provincia di Bologna. I maschi resi sterili vengono rilasciati due volte a settimana nell’area di Casteldebole – tendenzialmente il lunedì e il venerdì, da maggio a fine settembre – “mediante auto resa visibile con lampeggiante e targhe identificative”.

Ma come funziona questa tecnica? Nel laboratorio di Crevalcore vengono allevate le zanzare maschio ancora allo stadio di pupe. Una volta raggiunta la maturità vengono sottoposte ai raggi X che li sterilizzano, con la stessa macchina “che sterilizza le sacche di sangue in ospedale”. E così quei maschi diventano sterili: non perdono l’istinto sessuale ma non riescono nemmeno a fecondare la zanzara, che dopo il rapporto viene resa per sempre non produttiva. Le zanzare femmine infatti pungono per recuperare il ferro nel sangue umano e deporre le uova. Di conseguenza, con la mancata nascita delle larve, si assiste a un declino della popolazione.