Fino ad oggi Castelvenere, splendido borgo in piena valle Telesina popolato da 2.500 anime e poco più, poteva vantare un solo record a livello nazionale: l’essere, cioé, il comune più «vitato» d’Italia (nel senso che il 60% del territorio è dedicato ai vigneti). Ora, però, grazie a Mario Moccia, classe ‘49 e «un’incrollabile fede socialista», è diventato anche un avamposto della longevità politica. Il nostro, infatti, siede ininterrottamente da 45 anni nel Consiglio municipale. E anche qui, come per la produzione vinicola, evidentemente non ce n’è per nessuno.

Il primato istituzionale è stato ufficializzato mercoledì scorso durante una seduta dell’assemblea cittadina (e come poteva essere diversamente): il sindaco, Alessandro Di Santo, con un atto pubblico, ha riconosciuto al suo sfidante nelle ultime elezioni «il costante impegno civico e il meritorio servizio nel Consiglio comunale di Castelvenere». Il 3 agosto, poi, è prevista una festa in paese, alla quale prenderanno parte — tra gli altri — il segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, Enzo Maraio e il presidente del Consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero. Di Santo, però, nutre la speranza di ospitare anche il numero uno nazionale dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Si vedrà.