C’è un tempo per lavorare e studiare, per fare ciò che si «deve» e che è necessario soddisfare per rispondere delle proprie responsabilità. Ma c’è anche un tempo, ed è questo, per gustare le parole, scritte o cantate, incise in un libro o in una canzone, e gioire della bellezza che ti regalano. C’è un tempo per fare riunioni e per organizzare tutto quello che il programma prevede. Un tempo regolato e scandito dai bandi, dai progetti, dalle agende. Ma c’è un tempo, e può essere questo, per godere dell’amicizia e degli affetti, per gustare la bellezza di un sorriso, di una gentilezza e della gratuità. Se non ci riusciamo non è perché siamo cattivi, piuttosto perché siamo prigionieri.
La riscoperta del fermarsi per usare il tempo e scoprire il valore di meditare
Ci sono momenti per lavorare e studiare ma bisogna anche trovare l'occasione per godere dell'amicizia e del «prendersi cura»







