IBIZA - Sette costole fratturate. Fratturate anche le due clavicole. Il tutto contrassegnato, presumibilmente in ambito toracico, da altre fratture corticali, quelle che delineano la rottura dello strato esterno di un osso lungo. Non bastasse, c’è pure un’edema sottocutaneo sul femore. Siamo davanti a un referto che tratteggia un brutale pestaggio? Quando, ieri alle 13, Giuseppe Noschese, papà di Michele (il deejay 35enne morto sabato scorso a Ibiza dopo essere stato immobilizzato da tre agenti della Guardia Civil) esce dallo studio dell’avvocata italiana che lo assiste, Rosanna Alvaro, fa un cenno negativo con la mano. Senso eloquente: non vuol parlare.