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Ultimo aggiornamento: 14:29
Nessun segno di violenza. Le nuovi analisi chieste dalla famiglia di Michele Noschese, alias dj Godzi, morto a Ibiza, hanno confermato che l’uomo sarebbe deceduto per la “continua assunzione di droga”, come aveva detto in un comunicato la Guardia Civil. A sollecitare una Tac body e una Rmn body era stato il padre Giuseppe Noschese, ex primario del pronto soccorso del Cardarelli di Napoli, che aveva parlato di un primo esame autoptico “frettoloso”.
L’uomo, insomma, non sarebbe stato malmenato dalla polizia come si era sospettato in un primo momento. Gli accertamenti sulle cause della sua morte vanno comunque avanti. Ed emergono anche nuove testimonianze: una vicina di casa di Noschese sull’isola ha raccontato a El Diario de Ibiza cosa ha visto il 19 luglio, quando il dj italiano è morto dopo l’intervento nella sua abitazione della Guardia Civil.
“Mi sono svegliata alle 8 del mattino per dei rumori e delle urla e quando sono uscita in giardino ho visto che c’erano circa quindici persone che gridavano, e poi ho visto che Michele si era intrufolato nel balcone del suo vicino, un uomo di 82 anni, e lo stava scuotendo”, ha raccontato la donna.











