«C'eravamo, ci siamo e ci saremo». È partita dal presidio di Venaus con i consueti slogan del movimento No Tav la marcia popolare che caratterizza la seconda giornata del Festival Alta felicità. Migliaia di attivisti si stanno dirigendo verso Susa, ma il corteo si è subito spezzato in due tronconi per raggiungere quelli che sono stato ribattezzato i «cantieri della devastazione».