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Secondo la premier l'accelerazione di Macron rischia di complicare il processo negoziale

La decisione della Francia di riconoscere lo Stato di Palestina in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite in programma a New York a settembre divide la comunità internazionale e pure l'Europa. La reazione di Israele e Stati Uniti all'annuncio di Emmanuel Macron è immediata e durissima, ma più di un dubbio lo si coglie anche in alcune delle principali cancellerie europee. A partire da Berlino, visto che il portavoce del governo guidato da Friedrich Merz dice chiaramente che "per il momento" la Germania "non intende riconoscere lo Stato di Palestina". Le stesse perplessità che ha il governo laburista del Regno Unito guidato da Keir Starmer.

E dubbi simili si respirano anche a Palazzo Chigi, nonostante la scelta prudenziale della maggioranza di non partecipare - salvo sparute eccezioni - al dibattito in corso. Non può essere casuale, infatti, la quasi totale assenza di esponenti di Fdi o Forza Italia dal dibattito pubblico andato in scena per tutta la giornata di ieri. A cui soltanto in serata ha preso parte la Lega con una nota piuttosto eloquente: "Riconoscimento dello Stato palestinese? Prima il rilascio di tutti gli ostaggi e lo scioglimento del gruppo terrorista islamico di Hamas". Insomma, per il momento non se parla.