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Esecutivo senza una linea fissa: al governo "balneare" i cittadini non credono più
Emmanuel Macron ha definito Putin un "ogre", un orco, un predatore che ha bisogno di mangiare per sopravvivere. Eppure, un mese fa si è intrattenuto in una lunga telefonata, oltre un'ora, con l'ogre Putin, l'orco cattivo. Molti commentatori, non solo le opposizioni, hanno osservato che, questo atteggiamento del presidente francese, è quantomeno ondivago, oscilla tra la volontà di proporsi come mediatore, protagonista del gran gioco internazionale, per poi ripiegare nel ruolo di capo della fazione intransigente nei confronti della Russia. Qualcuno ricorda come in piena Guerra Fredda, nel 1966, il generale De Gaulle, lasciando attoniti gli americani, fece un gesto forte recandosi in visita ufficiale in Urss e siglando addirittura un trattato di collaborazione franco-sovietico. Ma il generale aveva una visione, una tempra e un prestigio che gli venivano dalla sua storia personale.






