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Il rinvio chiesto dalla premier dieci giorni fa non sarebbe legato allo scontro di giovedì

da Roma

Il rinvio era nell'aria da settimane. Ma arriva comunque in un clima appesantito da quella che è solo l'ultima di una lunga serie di schermaglie tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron (nella foto). Così, è inevitabile che quando l'agenzia France Presse batte la notizia dello slittamento a data da destinarsi del vertice franco-italiano in programma a Tolosa il 9 e 10 aprile in molti ripensino al duro botta e risposta sull'assassinio dello studente militante di destra Quantin Deranque. In verità, riferiscono fonti francesi, la richiesta di posticipare l'incontro sarebbe sì partita da Roma, ma sarebbe stata avanzata da Meloni direttamente a Macron a margine del Consiglio europeo che si tenne nel castello di Alden Biesen nelle Fiandre il 12 febbraio. Quindi, esattamente una settimana prima dell'affondo dell'inquilino dell'Eliseo. Che giovedì scorso, durante una visita di Stato in India, aveva detto ai giornalisti francesi di essere «colpito» dal fatto che «i nazionalisti che non vogliono essere disturbati nel proprio Paese siano i primi a commentare ciò che accade altrove». Considerazione che lo stesso Macron confermava essere riferita alla premier italiana, tanto che France Presse cita «Meloni» nel titolo del lancio. Parole a cui fa seguito a stretto giro la «sorpresa» di Palazzo Chigi. Quanto detto dal presidente francese, spiega la premier, «mi ha colpito e non me le aspettavo» perché «la mia riflessione non è sulla Francia ma su come si sta polarizzando lo scontro politico nelle democrazie occidentali».