«Le ultime manifestazioni per la democrazia rappresentano una svolta dall’inizio della guerra: la politica torna in Ucraina. E provano che Kiev non è Mosca. Putin al suo posto avrebbe perseguitato i contestatori; al contrario, Zelensky accetta le ragioni delle proteste e modifica i suoi programmi», dice il 44enne Dmytro Kuleba, che incontriamo come ospite del festival «Una Montagna di Libri» a Cortina. Ministro degli Esteri dal 2020, licenziato dal presidente 10 mesi fa, ieri ci ha parlato per oltre un’ora.