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Ultimo aggiornamento: 18:48

Fino a 6mila calorie al giorno, ma sperando di evitare l'”effetto Dumoulin“. Tradotto: non avere problemi intestinali improrogabili durante una tappa. Ma sull’episodio che ha dato il nome a questo fenomeno torneremo dopo. Al Tour de France i ciclisti si sottopongono a una dieta estrema, tenendo dei ritmi a tratti logoranti per il corpo, che garantiscono ottime performance ma rischiano appunto di avere delle conseguenze non proprio piacevoli. A spiegarlo è stato Michael Woods, capitano della Israel Premier-Tech, che ha dovuto fare i conti con un imprevisto simile nell’attuale edizione della Grande Boucle.

“Nel 2017, correvo regolarmente con 30-40 grammi di carboidrati all’ora. Per molti versi, era orribile e finivi la maggior parte delle giornate con gli occhi strabici, ma era decisamente più facile per lo stomaco“, ha spiegato Woods. “Di certo non voglio tornare a quei giorni, ma correre con poco carburante era molto più una questione mentale, mi piaceva”. Negli ultimi anni infatti ci si è orientati sempre più verso soluzioni diverse, con il raggiungimento addirittura di 6mila calorie al giorno. Uno stress non indifferente per il corpo. E negli ultimi anni è aumentato anche l’apporto di carboidrati all’ora, passando dai 40 circa di anni fa fino ai 100 di adesso.