«In Italia, nel 2024, gli investimenti in intelligenza artificiale sono saliti a circa 1,2 miliardi di euro, sui complessivi 40 miliardi che sviluppa il mercato dell’Information e communications technology nel suo complesso. Siamo all’inizio di una storia, di una rivoluzione molto veloce da portare nelle aziende e che darà risultati nel medio periodo. Occorre avere pazienza e servono investimenti, ma abbiamo una certezza: il costo per realizzare architetture di AI agentica è inferiore a quello che, in rapporto, occorre sostenere per implementare un’architettura It». L’analisi di Stefano Sperimborgo, Data & AI Lead for Italy, Greece and central Europe di Accenture, è lucida, e porta chiarezza su un tema fra i tanti che stanno accompagnando la diffusione delle nuove tecnologie dell’AI in Italia. Quale? Il fallimento legato all’adozione di questi strumenti. Il rischio esiste ma chi si è già “scottato” in tal senso (andando incontro a prematuri fallimenti dei progetti) è perché ha sottovalutato la gestione del consumo dell’AI e delle risorse necessarie per la manutenzione dei modelli e il loro addestramento.
Costi sotto controllo
«L’architettura di governo degli agenti è la chiave per vincere la scommessa dell’intelligenza artificiale – ha spiegato Sperimborgo al Sole 24 Ore – perché è questa architettura che permette di tenere sotto controllo i costi, di organizzare e rendere di qualità i dati e di poter scegliere i modelli di Gen AI, da quelli di grande formato ai cosiddetti Small Language, in modo ottimizzato e rispetto alle reali esigenze e alle specifiche applicazioni. Gli agenti sono un’occasione per ripensare i processi e renderli più efficienti, sono la re-immaginazione del lavoro e del modo di fare business».






