Intelligenza artificiale, il 92% dei manager italiani prevede un aumento degli investimenti nel 2026. È quello che emerge dal nuovo studio di Accenture “Pulse of Change”, pubblicato in vista del Forum di Davos. Secondo il report, la maggior parte delle organizzazioni europee (84%) prevede di aumentare gli investimenti in IA nel 2026. Le società italiane risultano tra le più ottimiste (92% appunto), seguite da quelle tedesche (87%).

L’80% dei leader europei considera questi investimenti in IA più preziosi per la crescita dei ricavi rispetto alla riduzione dei costi, a dimostrazione di una maggiore maturità nell’uso della tecnologia. In Italia, l’accelerazione sull’intelligenza artificiale si accompagna anche a un forte focus sulle competenze: il 57% dei leader dichiara, infatti, che nel 2026 punterà su programmi di upskilling e reskilling per preparare la forza lavoro a un utilizzo sempre più diffuso dell’IA, un dato superiore alla media europea (46%).

Timori dei dipendenti

Mentre i dirigenti vedono l’IA come un catalizzatore di crescita, molti dipendenti esprimono timori legati alla riduzione della forza lavoro e a una formazione insufficiente. Solo circa la metà (61%) dei dipendenti europei afferma che la propria esperienza con l’IA li ha portati a credere nel suo più ampio potenziale di impatto sul business, un livello di ottimismo significativamente inferiore rispetto a quello del top management (84%).