L’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale tra le imprese è in parziale risalita. Lo rileva l’Istat nell’indagine “Imprese e Ict” aggiornata al 2025. Il miglioramento è evidente soprattutto tra le aziende più grandi, ma anche le Pmi fanno primi progressi. Restano ampie differenze tra Centro-Nord e Mezzogiorno.
Nel complesso, l’introduzione dell’AI nelle imprese con almeno 10 addetti è raddoppiata, passando dall’8,2% del 2024 al 16,4% del 2025 (era il 5,0% nel 2023). L’adozione cresce rapidamente con l’aumentare degli addetti, passando dal 14% delle imprese che hanno tra 10 e 49 addetti al 53% di quelle con oltre 250 addetti.
Proprio la classe di aziende più grandi segna l’incremento maggiore (nel 2024 l’adozione era del 32,5%), ma anche le Pmi sono in evidente accelerazione (dal 7,7% al 15,7%).
Quanto alla ripartizione territoriale, il Nord-Ovest registra la performance migliore con il 19,3%, davanti a Nord-est (17,6%) e Centro (15,2%). Ma si scende al 12,2% nel Mezzogiorno. Differenze visibili ci sono anche per settore di utilizzo. I risultati sono migliori in quelli a maggiore intensità informativa e creativa rispetto ai comparti manifatturieri tradizionali. Sono sei, in particolare, i settori che utilizzano tecnologie di AI per almeno il 25% delle imprese: informatica ed altri servizi di informazione; prodotti cinematografici-video-musica; attività editoriali; tlc; attività professionali, scientifiche e tecniche; agenzie di viaggio, tour operator e servizi di prenotazione. Un’ulteriore disaggregazione risalta in termini di uso nei vari ambiti aziendali. Nel marketing e nei processi amministrativi emergono le tecniche di AI generativa e di analisi linguistica (text mining), nei processi produttivi e nella logistica le tecniche di automatizzazione dei flussi di lavoro; nella sicurezza informatica le tecniche predittive di machine learning; nella ricerca e sviluppo le tecniche di apprendimento automatico; nella logistica le soluzioni per la movimentazione delle macchine in autonomia.






