Sessantanove anni va l’Andrea Doria, l’ammiraglia della flotta di navi passeggeri italiana, venne speronata dal liner svedese Stockholm, al largo di Nantucket, davanti alle coste nordamericane. Speronata a morte. Undici ore dopo, affonderà nell’Atlantico.

Una storia di uomini e donne

E’ stata una storia di uomini e donne, anzitutto. Dei passeggeri che hanno vissuto quella notte. I più si sono salvati, qualcuno non ci e riuscito. 46 vittime sull’Andrea Doria, 6 sulla Stockholm, 52 in totale. Anzi, forse 53: in una lettera un parente di Filippo Massa, di Camogli, imbarcato come piccolo di camera, rivela che il suo caro sarebbe morto un anno dopo il sinistro, per il trauma cranico riportato nella collisione. Tutti, vittime e sopravvissuti, hanno dovuto fare i conti col fato.

Ma è anche la storia di una nave. Una bella nave. L’Andrea Doria era l’ammiraglia della flotta italiana, il fiore all’occhiello dell’Italia di Navigazione, ma anche il simbolo di un’Italia che voleva rinascere, che stava risollevandosi dalle ceneri della seconda guerra mondiale. Era bellissima, la più bella del mondo.

Il caso Andrea Doria