Una lancia di salvataggio che scende in acqua, recupera un corpo perso fra le onde, lo copre in fretta come può, poi torna verso la nave madre. Ma no, non è successo su una delle navi della flotta civile che continuano a monitorare il Mediterraneo nonostante blocchi e divieti. È stata la Princess Sapphire, gigantesca e lussuosa nave da crociera capace di ospitare fino a tremila persone, partita da Cagliari e diretta in Danimarca, a fermarsi per recuperare e portare a terra le salme di cinque migranti, avvistati uno dopo l’altro fra le onde al largo di Cabo los Palos.

I giubbotti da segnalazione

Inizialmente dal ponte avevano visto solo una macchia arancione. Chi va per mare lo sa, di quel colore sono i giubbotti da segnalazione, indicano che c’è un naufrago in difficoltà. Per questo il comandante ha fermato la nave e ordinato di lanciare in acqua il gommone di soccorso. Ma lì, a 140 miglia dalla costa spagnola, non c’era più nessuno da salvare, solo corpi da recuperare per dare loro almeno degna sepoltura.

I cinque corpi

L’equipaggio ne ha recuperati cinque mentre il capitano, con un messaggio a bordo spiegava ai passeggeri il perché di quella sosta in mezzo al mare di oltre tre ore. “Purtroppo abbiamo trovato dei corpi senza vita, non si tratta di passeggeri o di membri della crew”, ha avvisato mentre alcuni si assiepavano sulle murate per assistere alle operazioni. “Ho fatto più di sessanta crociere nella mia vita, non è mai successa una cosa del genere”, ha detto un passeggero alla stampa britannica, confermando un dato: mai come quest’anno nel Mediterraneo si muore.