VENEZIA - Missione compiuta: il "bambino migrante" di Banksy è al sicuro in un caveau segreto a Mestre. Un lavoro delicato quello effettuato l'altra notte a Venezia, lungo il tratto di Rio Novo, denominato di Ca' Foscari, per staccare l'affresco d'autore scolorito dalla salsedine e dalle intemperie. Non è stata un'operazione semplice. Le due grosse imbarcazioni dotate di gru, a lungo ormeggiate davanti alla facciata di palazzo San Pantalon, hanno dovuto aspettare, attorno alle 22, finchè la marea toccasse quota 85 cm e consentisse di poter lavorare agevolmente per "estrarre" il murale dell'artista britannico che nel corso degli anni ha perso circa il 30 per cento dei suoi colori.
Un'atmosfera che avrebbero potuto sembrare anche un'operazione chirurgica per un furto d'arte, magari visto sul grande schermo, ma che in realtà raccontano di un intervento di precisione e studiato nei minimi dettagli. Le due barche, accostate l'una all'alta, in un piccolo tratto dove il rio ha un provvidenziale slargo erano quelle del servizio di Banca Ifis che ha recentemente acquistato Palazzo San Pantalon (a due passi da campo Santa Margherita) sulla cui parete esterna da ormai sei anni spiccava "The Migrant Child", il graffito di Banksy raffigurante un giovane migrante con addosso un giubbotto salvavita e in mano una torcia rosa di avvistamento. Un lavoro certosino con un'ampia cornice di curiosi, turisti, studenti che hanno assistito alle varie fasi dell'intervento dalle rive e sulla sommità del Ponte di San Pantalon immortalando i passaggi con lo smartphone.







