Il «bambino migrante» è al sicuro. Si trova in un laboratorio top secret in attesa di essere preso in carico dal restauratore Federico Borgogni che, per Banca Ifis, se ne prenderà cura ripristinando quanto le maree e le intemperie gli hanno tolto. Si sono concluse nella notte tra 23 e 24 luglio le operazioni di rimozione del murale veneziano di Banksy intitolato «The Migrant Child», realizzato tra l’8 e 9 maggio 2019. L’opera è stata staccata dal muro di palazzo San Pantalon e inserita in una grande custodia di acciaio per un peso totale di otto tonnellate. La società Star Venice Servizi l’ha portata in un laboratorio a Mestre, ma mercoledì notte si è dovuto aspettare per ore che la marea calasse prima di spostare le due grandi barche dedicate all'operazione, Anna, munita di apposite gru, e Cristina, di appoggio. Decine di persone tra operai, security e documentaristi (per Banca Ifis) hanno atteso il momento giusto per agganciare il contenitore alle gru e posizionarlo su Anna per poi partire verso il luogo sicuro. Per paura di furti il luogo dove si trova il murale, seconda opera di Banksy in Italia dopo la Madonna con la pistola di Napoli, verrà svelato solo successivamente.