VENEZIA - «Se Banksy l'ha pensato per stare lì, dopo il restauro il bambino migrante dovrebbe tornare al suo posto». È questa l'opinione più diffusa tra i passanti che nella notte tra mercoledì e giovedì scorso si sono fermati nei pressi di campo San Pantalon per osservare le operazioni di trasporto in laboratorio del "Migrant Child" di Banksy. Un'opera dal valore inestimabile una delle uniche due in Italia ad essere state rivendicate dall'artista britannico per cui però deve essere ancora decisa la ricollocazione precisa dopo il restauro.

«Non penso sia un'operazione esagerata, perché è giusto che se ne prendano cura osserva invece il padre di una famiglia in vacanza . Noi veniamo dall'Inghilterra e lì ci sono tante opere molto apprezzate di Banksy, tanto che ci sono state delle proteste quando ne hanno rimossa una. È molto bello che si prendano cura di questa, perché è un tesoro che abbellisce Venezia. Se fosse possibile sarebbe apprezzabile che restasse qui dove era stata pensata, ma capisco le preoccupazioni per la conservazione».

Della stessa opinione anche altri curiosi osservatori: «Il murale è una bella aggiunta per Venezia, sarebbe un peccato toglierlo da dove sta, perché l'artista lo aveva pensato così spiegano due amiche . Tuttavia, visti i problemi di conservazione, bisognerebbe trovare qualche modo per proteggerlo o impegnarsi per restaurarlo periodicamente». «La Street art è fatta per consumarsi con il luogo in cui si trova aggiungono due ragazze . Dovrebbe rimanere nel punto in cui lo ha pensato Banksy».