Ci incontriamo in occasione del quarto compleanno del suo secondo secolo: 104 anni l’8 luglio. Tutti chiedono a Edgar Morin il segreto di questa vivacissima longevità, e lui ormai è abituato a rispondere, con bonomia: «Conservo le curiosità dell’infanzia, le aspirazioni dell’adolescenza, le responsabilità dell’adulto e, da anziano, cerco di attingere dall’esperienza delle età che ho attraversate». Tante vite in una vita, appunto una e molteplice, come vuole il suo pensiero complesso. Tante vite da protagonista eccezionale di tante svolte del suo secolo.
Il filosofo Edgar Morin: «L’improbabile non è impossibile: la lezione dei miei 104 anni di vita»
«Tutte le vie nuove che ha conosciuto la Storia», ma anche le nostre esistenze personali, «sono state inattese, figlie di devianze che poi hanno potuto radicarsi, diventare tendenze», dice il grande filosofo in questo dialogo sul futuro di un’Europa stretta fra le chiusure nazionaliste e il bisogno di riconoscere il destino comune alle sue nazioni. «L’intelligenza artificiale può fare paura, ma io temo soprattutto l’intelligenza umana superficiale»






