«Èmorto Hulk Hogan, quello di Cigliano», sussurra, all’ora dell’aperitivo, il barista in piazza Cavour a Vercelli a un amico più sorpreso di lui. Sorpreso della morte di un mito, non del fatto che lui abbia a che fare con un paese a una trentina di chilometri da qui, ritagliato tra i campi di riso che accompagnano gli occhi fino alla provincia di Torino. Hulk Hogan di Cigliano? Ma davvero?
Raccontano in paese una storia che per adesso appartiene alle favole dei nonni, ma che qualcuno vorrebbe già restituire sotto forma di un documento da srotolare o – faremmo ancora prima – da digitare in qualche archivio. Il suo cognome era Bollea, uno dei più diffusi in questo borgo di circa 4.200 abitanti. Il nonno Pietro, nato nel 1886, era partito per l’America a cercare fortuna come migliaia di italiani in quegli anni. Dal Vercellese alla Georgia, la casa del nostro biondo eroe con i baffi. Terry Gene Bollea.
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Questa storia la raccontano da anni, in paese come in mezza provincia, eppure si fa fatica a trovare una prova di certe radici. «Ma la raccontano talmente tanto che un fondo di verità ci dovrà pur essere, no?», sorridono i ragazzi dalle parti del Jolly Park, la piscina che qui tutto conoscono, un po’ come le evoluzioni senza tempo di Hulk Hogan.










